Mese: febbraio 2014

Autodifesa da Palestra

Nella mia città il Comune ha recentemente patrocinato un corso di difesa personale per donne, completamente gratuito e tenuto da Illustri Maestri che nella zona sono piuttosto rinomati. Responsabili del corso sono un Maestro di Karate, un Maestro di un Karate diverso e un Maestro di Kickboxing, che poi è Karate coi guantoni da pugilato. L’iniziativa è lodevole e i corsi sono gratuiti, ci può stare. Si tratta della riproposizione di un’iniziativa che ebbe grande successo diversi anni addietro con cui si spera di sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica al problema.

In fondo però si tratta di Karate al cubo, non è che forse c’era qualcun altro di altrettanto competente in materia a cui chiedere aiuto, anche solo per variare un po’? Questa è la prima cosa che ho pensato e in città l’offerta non manca: oltre al suddetto Karate troviamo BJJ, MMA, Krav Maga, Kali, Silat, JKD, TKD, Kendo, Aikido, Judo, Sumo, Sambo, Kickboxing, Boxe, Scherma, Muay Thai e tiro con l’arco. Eppure nessuno di questi insegnanti può attribuirsi il titolo di maggior esperto della città in ambito di Difesa Personale, almeno non più di quanto potrebbe fare un allenatore di Basket. Il motivo sta nella natura delle discipline e nella strutturazione dei corsi. Riguardo a quest’ultima, dodici lezioni della durata (se non ricordo male) di 2 ore ciascuna, una volta alla settimana. Non potendo assistere alle lezioni mi sono informato presso ragazze che lo frequentano e che me ne hanno descritto grossomodo la struttura: breve riscaldamento, brevissimo spazio dedicato ai consigli della nonna (non girate da sole di notte, fate attenzione a chi vi sta intorno, non andate in camporella e cose così) e poi ampio, ampissimo spazio alla tecnica: difesa da presa dell’orso, difesa da presa al bavero, difesa da strangolamento da dietro, difesa da presa al polso e via discorrendo. Grande novità quest’anno rispetto all’edizione precedente è la difesa antistupro a terra (perché, mi è stato detto da una allieva intervistata, “quando una donna finisce a terra è quello che bisogna aspettarsi”). Ok.

Ora, a parte che non ho mai sentito di un aggressore così delicato da non mollare nemmeno un ceffone alla sua vittima, non è forse il caso di approfondire un po’ di più i discorsi prevenzione, utilizzo di strumenti di protezione personale ad hoc, gestione dello stress, utilizzo di armi di fortuna, primo soccorso eccetera? Anche ammettendo che le aggressioni avvengano nelle modalità ricostruite in questo corso, davvero siamo convinti che le studentesse, impiegate, casalinghe, commesse, operaie, mamme e fidanzate che prendono parte al corso in 3 mesi di pratica sporadica possano assimilare degli automatismi che, per quanto semplici possano sembrare, richiedono comunque una revisione continua e un condizionamento fisico che spesso non si fa nemmeno nei corsi regolari di Arti Marziali? Io non penso che questi Maestri non sappiano la verità, credo piuttosto che a raccontare le cose così come sono e senza fronzoli rischi che ti si svuotino le palestre. Già imparare a combattere sportivamente richiede notevoli dosi di impegno, dedizione, sacrifici, lividi e tutto quello che si può trovare in una qualsiasi palestra di SDC, figuriamoci imparare a combattere per strada. Per questo motivo si fa difesa da presa per il culo dell’orso e robe simili, perché sono cose facilmente riproducibili in palestra senza bisogno nemmeno di sudare. Sono d’accordo che tutti hanno il diritto di praticare Arti Marziali a qualsiasi livello si desideri praticarla, ma non bisogna spacciare cazzate per Difesa Personale, è pericoloso. Wong Shun Leung, ma non solo lui, diceva grossomodo che l’unico vantaggio di un marzialista rispetto a un avversario non addestrato è che i primi possono reggere meglio le botte. Ma se togliamo le botte dall’addestramento, che ci rimane?

pepper-spray-kubotan

Il mio modello di portachiavi preferito

Adesso sembra che io ce l’abbia col Karate, ma non è così. Il fatto è che di per se stesse le sole Arti Marziali non sono sufficienti per risolvere il problema della Difesa Personale. Sul tubo si trovano centinaia di video di BJJ adattato alla strada contro aggressore armato di coltello o di rissa in sala da biliardo in cui l’eroe spezza in due la stecca e si difende con Sinawali giusto a titolo di esempio. Coreografie che utilizzano dinamiche che funzionano soltanto in palestra, dinamiche che sfruttano riflessi e gesti atletici che non sono riproducibili con lo stesso grado di precisione sempre e comunque e in ogni dove. Già subire un takedown per strada non è come farlo sul tatami, ma poi voglio vedere tentare un Sankaku Jime su un avversario intento ad accoltellarci sul serio. Si potrebbe obiettare che si tratta di Arti Marziali che volenti o nolenti subiscono una forte influenza dagli SDC, e che invece ci sono Arti Marziali (i praticanti preferiscono definirle “Sistemi di Combattimento”, mecojoni) che hanno il focus proprio sulla Difesa Personale. Qualcuno ha detto Krav Maga?

A me sembrano presa dell’orso, presa al collo e presa al polso fatte con pantaloni mimetici all’aperto. C’è chi dice “ehi, aspetta! Questo non è il vero Krav Maga, queste sono stronzate commerciali! Queste cose ai militari non le insegnano!” – Perché, lo sanno ormai anche i bambini, il Krav Maga nasce per esigenze militari.

I militari operano in zone di guerra armati fino ai denti, manovrano mezzi da milioni di euro, si lanciano col paracadute di notte mentre sotto la contraerea sta sparando, e io che sto a scrivere un blog davanti al computer che cazzo me ne faccio dell’esperienza militare nella mia difesa personale? Ma che mi state raccontando? Che i militari si addestrano nella difesa da scippo di portafogli?

Per sapere cos’è il Krav Maga mi affido alla lettura delle locandine di una nota scuola:

E’ la quinta essenza della tattica
per l’autodifesa, il combattimento corpo a corpo
e la protezione a terza persona.
Insegna ad affrontare i reali pericoli della strada,
con intelligente ed immediata valutazione
della pericolosità dell’aggressione, e delle circostanze
ambientali in cui ci si trova, si impara a scegliere l’azione
più opportuna da utilizzare
per salvaguardare la propria incolumità.

L’azione più opportuna per salvaguardare la propria incolumità? I 200 metri piani recitando il padre nostro, non c’è bisogno che me lo insegni il Krav Maga.

Quello che segue è l’estratto di una conversazione realmente avvenuta in pubblico tra il sottoscritto e un noto Presidente di una nota scuola di Krav Maga.

Krav Maga: “E se non puoi scappare?”
IO: “Perché mi sta minacciando col coltello? Cosa vuole da me?”
KM: “Ti vuole derubare.”
IO: “Gli do’ i soldi.”
KM: “Non gli bastano.”
IO: “Gli do’ il cellulare.”
KM: “Non gli basta, vuole la tua donna.”
IO: “C’è anche la mia ragazza?”
KM: “Si.”
IO: “E’ da mo’ che è scappata.”
KM: “No perché il complice la sta tenendo.”
IO: “Ah, c’è pure un complice?”
KM: “Si, e sta violentando la tua donna.”
IO: “Minchia! Beh, provo a..”
KM: “Ora hai un coltello alla gola, che fai?”
IO: “Beh, io..”
KM: “Non puoi rimanere a guardare. Che fai?”

MA VORREI TANTO SAPE’ CHE CAZZO FAI TE INVECE! Sono tutti superman a parole, non c’è niente da fare. Vogliamo sapere cosa succede quando un aggressore ci afferra tenendo il coltello premuto contro la gola? Deciderà il nostro aguzzino. Se non vuole farci nulla non ci farà nulla, se vuole ammazzarci ci ammazzerà. Se ci salviamo è culo. Ma non del tipo “che culo, ho trovato 5 euro”, equivale piuttosto a vincere il jackpot al superenalotto. Le stronzate da film quindi lasciamole ai film. Ecco alcune verità sul coltello:

“Ma guarda che noi del Krav Maga queste cose le studiamo! La pratica è solo una piccola parte del nostro addestramento!” – E allora studiate male, perché all’atto pratico non fate niente di diverso dagli altri.

Adesso sembra che io ce l’abbia col Krav Maga, ma non è così neanche stavolta. I Krav Maghi sono un po’ i fenomeni del momento, sono di tendenza, si sentono ogni tanto alla televisione, poi il militare fa figo e quindi si trovano sotto i riflettori, mi sembra giusto parlarne.  Ma su quali basi poggiano le efficacissime tecniche di Krav Maga? Imi Lichtenfeld, padre di questa tecnica di combattimento, era un esperto pugile, lottatore e judoka. Pugilato, Lotta e Judo. Sport di pugni, sport di lotta e sport di lotta col judogi. E’ inutile che ci si racconti la rava e la fava sul Krav Maga, è pugilato, lotta e judo. E rientra esattamente nella categoria delle Arti Marziali influenzate dagli SDC.

E allora che possiamo fare? Intanto dobbiamo renderci conto che le Arti Marziali stanno alla Difesa Personale come il pomodoro sta alla pizza. Le AM possono giocare un ruolo nell’autodifesa, ma spesso sono l’unico argomento trattato. Sono rarissimi i corsi in cui si insegnano le strategie di prevenzione, le tecniche di primo soccorso, l’uso di strumenti di protezione, lo screening, eccetera. Il problema grosso è che questi corsi sono tenuti da professionisti, e i professionisti si fanno pagare. Sarebbe comodo rivolgersi al Maestro di Judo da cui portiamo i bambini chiedendogli se può farci il favore di insegnarci qualche mossa di autodifesa, e sarebbe estremamente cortese da parte del Maestro accettare di passare un paio d’ore la settimana per pochi mesi con mamme e papà, magari nemmeno retribuito. Purtroppo sarebbe tutta una perdita di tempo. Gioverebbe di più alla Difesa Personale la partitella di basket una volta la settimana, almeno si avrebbe la scusa per tenersi in forma.

Annunci

Le Arti Marziali sono solo Giapponesi

Ogni tanto sento il bisogno irrefrenabile di comprare da Amazon libri che non leggerò mai e l’ultima volta ho pescato nel cesto dei libri di Arti Marziali. Avevo puntato tre testi in particolare con un titolo interessante, più uno scelto completamente a caso solo per avere le spedizioni gratuite. Quello che aspettavo con più ansia era “Enciclopedia delle Arti Marziali” di Fay Goodman. Non che avessi grandi aspettative, ma ho un debole particolare per le enciclopedie e comunque qualche spunto interessante si può sempre trovare.

Arriva il corriere, finalmente. Consegna il pacco, saluto e mi chiudo in uno stanzino ad aprire la scatola come se fosse la dose di un tossico. Bel librone pesante, copertina rigida più sovracopertina. Figata, lo sfoglio. Vedo foto. Tante foto. TROPPE foto. Enciclopedia un cazzo, è un fottuto manualetto! Ok, calma. Andiamo a vedere cosa mostrano delle FMA, mi preparo a grasse risate. Dove le hanno infilate? Boh, diamo un’occhio all’indice…

rage_guy_5890

Introduzione
Taekwnondo
Karate
Aikido
Ju-Jitsu
Judo
Kung Fu
Tai Chi Chuan
Kendo
Iaido
Shinto Ryu
Ringraziamenti

E basta? E tu Fay Goodman osi definire “Enciclopedia delle Arti Marziali” una raccolta di foto sparse di dieci Arti Marziali divise in sette giapponesi, due cinesi e una coreana? Mavaffanculo! Sei la causa di domande tipo “Ma va? Fai arti marziali? Che cintura sei? Di che colore hai il kimono? Perché urlate sempre quando tirate un pugno?”

I Pericoli del Pensiero Magico nelle Arti Marziali

Originariamente scritto da Jeff Westfall, Maestro di arti marziali, sul blog ”Violent metaphors” (http://violentmetaphors.com/)
Nel caso voleste suggerire correzioni importanti alla traduzione, segnalatelo nei commenti.

Recentemente su Facebook ho visto un video di un artista marziale finlandese chiamato Jukka Lampila che ha definito il suo stile Empty Force o EFO, e che afferma di riuscire con questa tecnica a controllare un aggressore senza toccarlo. Sulla sua pagina di Facebook si proclama il fondatore di EFO. Il video comincia con una clip di Lampila che respinge gli “attacchi” di un suo studente. Egli fa oscillare le sue braccia; qualche volta ha delle contrazioni e in ogni caso “l’aggressore” sembra essere magicamente proiettato sulla materassina senza venire toccato da Lampila. Egli mostra anche un esempio di “controllo” di qualcuno a terra. Lui si inginocchia tranquillamente accanto a uno studente supino e poggia delicatamente la mano sul suo petto. “Io non ho bisogno di usare alcuna energia” asserisce quando il suo studente sembra cercare con tutta la sua forza di riguadagnare la posizione in piedi, senza riuscirci. Questa è una triste dimostrazione di ciarlataneria marziale.

Sfortunatamente per il Sig. Lampila, un gruppo di scettici assistevano quel giorno, e diversi di loro si offrirono volontari per essere “controllati” dal Sig. Lampila. Il modo scelto da lui per dimostrare le sue capacità era quello di provare a farsi spingere da uno dei volontari. Egli fallì ad ogni tentativo di cercare di fermarli. Gli scettici furono ammirabilmente educati, dando al Sig. Lampila un ampio numero di opportunità per dimostrare quanto affermava e non si gongolarono dei suoi fallimenti. Quando uno di loro gentilmente chiese a lui se volesse provare a dimostrare la sua difesa contro un attacco di pugno il Sig. Lampila declinò. Egli successivamente invitò tutti i presenti a pagare per partecipare al suo seminario il giorno successivo.

Pratico arti marziali dal 1971. Ho insegnato arti marziali fin dal 1975. In questi anni, e molto prima ho adottato una forma di scetticismo scientifico, sono cresciuto vedendo che un sacco di persone sono attratte da stili marziali che si basano su pseudo-scienze. Le arti maggiormente colpevoli sono di gran lunga quelle che basano le loro pretese di efficacia sullo sviluppo e sulla manipolazione di una presunta energia interna. Che la si etichetti Chi, Ki, Prana, “La Forza” o Empty Force che io sappia non ne è mai stata dimostrata l’esistenza attraverso esperimenti scientifici robusti in doppio cieco. Se questa è energia, dove sono gli strumenti scientifici che possono rilevare i suoi livelli? E’ questa energia chimica, radiante, nucleare, cinetica, elettro-magnetica, meccanica o di radiazioni ionizzanti? Questa energia ha forma di onda o particelle? Al rischio di costruire un uomo di paglia voglio ipotizzare che i professionisti e gli apologeti di queste arti direbbero che la scienza non conosce ogni cosa, e che il “Chi” è ancora inspiegabile dalla scienza. Se questo fosse plausibile, non sarebbe logico che un nutrito numero di fisici perseguissero un futuro premio Nobel nel tentativo di dimostrare l’esistenza di questa energia vitale?

Negli ultimi 43 anni ho visto un bel po’ di “dimostrazioni” di questa forza. Devo ancora essere impressionato. Il più delle volte quello che ho visto erano tristi trucchetti carnevaleschi da baraccone, molti dei quali posso spiegare se non riprodurre, senza ricorrere alla magia.

Io affermo che nelle rare occasioni in cui questi praticanti si difendono efficacemente è solo grazie attraverso principi correttamente applicati di leva e meccanica del corpo, e non ai poteri magici del Ki.

Questo fenomeno solleva ulteriori domande. In primo luogo, cosa possiede la gente per addestrarsi in un tale sistema di arti marziali? In secondo luogo, cosa c’è nelle menti delle persone che si allenano in questa specie di sistemi e che continuano a farlo dopo aver visto i loro “Maestri” imbarazzati come lo era il Sig. Lampila nel video?

A proposito di cosa attiri la gente in primo luogo,  citerò quello che lo scetticismo scientifico mi ha insegnato. L’esperienza umana di vita è complessa. Un tratto caratteristico degli esseri umani è che tendiamo ad essere spiazzati dalla complessità e a cercare risposte semplici. Forse questo deriva da una primitiva genetica che ci vedeva come animali da preda. In un tale ambiente, spendere tempo a pensare razionalmente può farti uccidere. Euristiche rapide e imprecise sono meccanismi di sopravvivenza. Forse abbiamo un istinto a ricercare la semplicità. Qualsiasi sia l’origine alla nostra propensione a ricercare risposte semplici a domande complesse, questa può renderci inclini al pensiero magico e può farci facile preda di truffatori e ciarlatani.

Un sacco di persone sono escluse dalla sfida di una formazione approfondita ed estesa nelle arti marziali pratiche. Ci vuole lavoro. Ci vogliono soldi. Sarebbe molto più facile se si potessero evitare lo stretching, la ginnastica, le battute d’arresto e le lesioni occasionali e coltivando semplicemente la propria energia interna!

E’ frequente anche il caso in cui alcune persone desiderano imparare la difesa personale, ma hanno un profondo senso di repulsione riguardo alla violenza. Sfortunatamente queste persone dall’animo gentile sono abitualmente attratte dall’esca degli stili di arti marziali che dichiarano di essere contemporaneamente efficaci e umane attraverso l’uso del “Chi”. Ho un debole per queste persone, e rispetto profondamente il loro pacifismo. Di conseguenza mi fa particolarmente arrabbiare quando questi cadono preda di arroganti, condiscendenti, cinici truffatori che prendono serenamente i loro soldi mentre si prendono gioco di loro.

Il modo migliore per essere capaci a difendersi cercando di non fare male al vostro aggressore è quello di addestrarsi nelle arti marziali pratiche fino a raggiungere un ragionevole livello di competenza. Una persona che non è credibilmente competente nella difesa personale non può vantare di essere pacifista più di quanto un eunuco non possa vantare di essere casto.

Per spiegare cosa trattenga lo stesso le persone nell’allenarsi in questi stili a fronte di una mancanza di prove ci sono parallelismi in altre forme di pseudoscienze. Che si tratti di guarigioni miracolose, medicina alternativa, astrologia, o qualsiasi altra forma di quello a cui James Randi si riferisce con il termine “woo”, ci sono due tipi di seguaci.

I primo sono i “veri credenti” che si sono spesi così tanto da cacciarsi in dissonanze cognitive e arrivano a chiudere un occhio di fronte all’evidenza perché il loro senso di identità è diventato dipendente dalla convinzione che tutto ciò debba essere per forza vero.  Gli esseri umani sono deplorevolmente inclini al profondo auto-inganno. Molte persone fanno arti marziali per ragioni diverse dalla difesa personale. Una motivazione molto comune, che si sia consapevoli oppure no, è che queste possono farti sentire meglio con te stesso. Molte persone presentano tratti di quello che gli psicologi definiscono Fantasy Prone Personality (Personalità Incline al Fantastico, NdT). Per questi con FPP, un’arte marziale basata sulla magia calza a pennello, coinvolgendo il fascino del sovrannaturale mente costruisce l’immagine di sé dello studente.

Il secondo tipo di seguace è l’apprendista truffatore che vede i vantaggi di cui gode il professionista e sta pagando quote nella speranza di diventare il successore o il professore in materia.

Vale la pena sottolineare che gli insegnanti di arti marziali che spingono queste cose rientrano anch’essi nelle categorie di veri credenti o cinici truffatori.

Cosa fare con gli artisti marziali truffatori? Non sono per le regolamentazioni governative. Ci sono troppi stili diversi di arti marziali pratiche per renderle attuabili (le regolamentazioni, NdT). Io penso che il metodo migliore per averci a che fare sia quello di far brillare la luce attinica dello scetticismo scientifico su di loro. La luce del sole è il miglior disinfettante.

Non lasciatevi scoraggiare dai fallimenti a questo riguardo. La natura umana produce una costante  fornitura di vittime a predatori pseudo-scientifici. Come i praticanti di medicina alternativa, essi sono esclusi dal rigore della logica valida e dal metodo scientifico. Combattere questa gente è come spazzolarsi i denti o tagliare il prato, non finirai mai il lavoro ma devi farlo lo stesso!