Il Mercato Marziale /1

Ogni tanto è bene aggiornarsi e dare un’occhiata esplorativa a quello che il mercato ha da offrire. Tra JKD, KM, TKD, WT, MMA, BDSM e compagnia bella rischiamo di confonderci e di lasciarci sfuggire occasioni per aggiornarci e imparare qualcosa di nuovo. In questo senso ci viene in aiuto youtube, importante vetrina con cui fare la conoscenza di stili nuovi e orientarsi nella pratica delle Arti Marziali. Con questa rubrica voglio commentare superficialmente e in maniera semi-seria qualche video che l’amico tubo mi suggerisce.

1 – Systema Siberian Cossacs

Utilizzando le parole che ho trovato sul sito internet di una scuola, il Systema sarebbe:

“..un micidiale sistema di combattimento, che viene utilizzato anche dai Corpi Speciali russi. Esso contiene tecniche di percussione, leve articolari, lotta ecc. comprende quindi le varie specialità delle varie arti marziali classiche.

Il Systema, pur comprendendo devastanti tecniche (tenute segrete fino a pochi anni fà), si adatta perfettamente a tutte le persone e alla propria conformazione fisica…”

Una figata insomma. “Siberian Cossacs” starebbe ad indicare, credo, un particolare stile di Systema. Dico così perché su internet accanto alla dicitura Systema si trovano termini diversi e spesso fanno cose molto diverse tra loro (vedi qui). A proposito del video, un mio amico che praticava Shorinji Kempo mi faceva vedere cose estremamente simili già 12 anni fa. Apparentemente l’unica differenza è che Shorinji si pratica in dogi, Siberian invece in pantaloni mimetici e maglietta. Si evidenziano la corretta applicazione di leve articolari, punti di pressione e sbilanciamenti, ma non ci vedo granché di nuovo. Sicuramente nulla di particolarmente segreto.

2 – Val Riazanovs Ballistic Street Combat System

Montaggio da crisi epilettica a parte, non ho capito cosa vuol fare vedere il Maestro. Che è capace a difendersi al rallentatore da aggressori rincoglioniti? La scena dell’aggressione multipla sembra tratta dal Benny Hill’s Show e le difese da coltello e pistola mostrate sono da istigazione al suicidio.

Un tempo, quando andavano di moda i film di Kung Fu di Bruce Lee, il buon marzialista faceva versi come Forest Law di Tekken 3 e sapeva fare evoluzioni spettacolari con i nunchaku. Ora invece si gioca a fare Jason Bourne con coltelli e pistole. Se volete sapere quale sarà l’arte marziale del futuro, tenete d’occhio i cinema. Io azzardo una previsione: combattimento jedi con spade laser.

3 – Kyusho

Lo so che non è proprio una disciplina nuova, ma in Italia ha preso piede abbastanza bene solo negli ultimi anni. Con il termine Kyusho ci si riferisce sia al settore dello studio dei punti di pressione presente in molte Arti Marziali orientali, sia a un’Arte Marziale vera e propria diffusa principalmente da Kyusho International. Il meccanismo dei punti di pressione, almeno nella pratica che ho svolto personalmente, agisce attraverso stimoli su zone del corpo particolarmente innervate o sensibili, causando intenso dolore. Assolutamente nulla di mistico, è lo stesso meccanismo che vi fa piegare in due quando ricevete un calcio nei coglioni.

Quello che si vede nel video, oltre al fatto che c’è un sacco di gente disposta a farsi prendere a sberle senza reagire, è che esisterebbero punti di pressione che premuti singolarmente non causerebbero alcunché mentre invece premuti contemporaneamente o in successione esatta causerebbero il KO. Io però sono scettico di natura e pur ammettendo per assurdo che tutto ciò sia vero non vedo come possa diventare applicabile in combattimento. Spesso fatico a poggiare un pugno sul muso del mio avversario, non immagino la difficoltà di centrare con un dito N punti di pressione in rapida successione senza essere Kenshiro.

Eppure quando il Maestro nel video tocca le sue vittime queste “si spengono” necessitando addirittura il pronto intervento di un assistente per essere rianimate. Sento puzza di stronzata.

Poi arriviamo alla dimostrazione del minuto 2:00. Fate attenzione a come cade il ragazzo a 2:06. Il tizio non è un Maestro, è un Mago!!! E’ Silvan!! Lo spettacolo patetico si ripete a 2:30 e a 2:40, dove il Mago fa svenire la vittima solamente stringendogli la mano.

Dopo aver visto questo video non stringerò mai più la mano a nessuno. Potrei trovarmi di fronte un Mago Kyusho in incognito in cerca di vendetta.

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7 comments

  1. Ciao Skeptic, ti scrivo qui in merito al video sul Kyusho ^_^ (tra l’altro hai ragione per quanto riguarda il balistic strike già inserito nelle tecniche del maestro Latosa e del maestro Lee, solo che appunto non lo decantavano come fosse un arte a se stante -_- ).

    E’ vero il Kyusho Jitsu si è diffuso parecchio negli ultimi tempi anche in Italia (è pure riconosciuto dallo CSEN , giusto per dirne una, il che è una cosa positiva/negativa) e in pratica si basa sullo studio dei punti di pressione del corpo umano (si tratta di punti dove i nervi si congiungono formando una “X” o una “Y” il quale centro rappresenta il punto da colpire).

    Ad essere totalmente schietti non è nulla di nuovo, esisteva da secoli prima di molte arti marziali ed in diverse parti del mondo (Dima Mak – Cina, Kyusho Jitsu – Giappone, Dim Hsueh – Corea, e via discorrendo) come hai descritto tu. Ma veniva insegnato solo a gli allievi anziani molto spesso e solo una volta raggiunti i gradi più elevati dell’ arte in questione. Posso dirti praticandolo ed insegnandolo che alcune cose sono vere ed altre terribilmente artefatte.

    Primo: E’ vero che i punti vitali causano dolore un buon 70/80% delle volte ma, come noterai dalla percentuale che ho usato, c’è un buon 30/20% a livello mondiale di persone che non risente degli effetti “dolorosi” di alcuni punti o addirittura di nessuno! pur risentendo degli effetti “neurologici” ( la pressione o stimolazione dei punti manda messaggi al sistema nervoso centrale, quel che viene chiamato Chi, Ki , Prana, o Sticazzi sempre energia elettromagnetica è, pertanto nulla di mistico.

    Secondo: In riferimento al punto uno, non si può presumere che la sola pressione dei punti vitali basti ad aver ragione di ogni avversario, in più come hai notato tu, le tecniche con i k.o. molto speso vengono eseguiti seguendo schemi prefissati o da fermi o in movimento (sebbene molti praticando facciano anche “sparring” di Kyusho per poter mettere in pratica l’utilizzo dei punti in movimento). Il tutto risulta comunque molto difficile da applicare su un avversario non collaborativo comunque, in quanto i punti hanno direzioni specifiche di “attivazione” ( dal canto mio cerco di inserire l’attivazione dei punti nelle tecniche di Panantukan di Escrima Concepts di modo da facilitarne l’apprendimento, oppure un altro utilizzo molto pratico potrebbe essere nella lotta a terra, dove si ha molta più aderenza con l’avversario e risulta estremamente più facile trovarli e premerli, garantito al limone ^_^ )

    Terzo e fine del poema ^_^ : La sequenza a 2:30 è la più bella in assoluto, il maestro urla “stop!” all’ allievo ma egli non ascoltandolo finisce per svenire intossicato dai fumi della sua ascella :-D.
    Cazzate a parte, lo chiamano :”No Touch K.O.” Quando studiavo Kyusho per diventare istruttore abbiamo spesso cercato di sentire la nostra energia elettromagnetica (che comunque viene trattata come tale dalla maggior parte degli insegnanti, con un approccio più scientifico e meno mistico) e posso dirti che di fatto si può stimolare un punto vitale anche senza contatto ma, da quel che ho visto finora, non è possibile il K.O. senza contatto istantaneo così come viene mostrato, in quanto la quantità media di energia elettromagnetica che un essere umano può produrre è talmente poca (salvo alcuni rarissimi casi) da non poter essere registrata nemmeno da apparecchi appositi (un po’ come gli infrasuoni o gli ultrasuoni non udibili dall’ orecchio umano).
    I K.O. invece con colpi consecutivi in più punti vitali sono possibili ma necessitano appunto una precisione chirurgica ( o in molti altri casi una “gran botta di culo” come in molti incontri di pugilato 😉 ) Io stesso ho assistito ad un K.O. (e sono arrivato vicino a subirne uno).

    In conclusione: SI alcune cose sono possibili altre sono mistificate per poter “vendere” meglio il prodotto ti lascio con un mio video di Escrima Concepts, spero di essere sfottuto come si deve hahaahaha ^_^ non trattenerti 😀 https://www.youtube.com/watch?v=mxpN7dkgtVQ

    1. Ciao Giorgio! La cosa che più salta all’occhio è il coltello usato in quel contesto, non è farina del sacco di Latosa. Chiarisciti con il tuo insegnante, magari hai capito male un concetto. Roof block vs icepick e cose simili poi lasciale a quelli che fanno difesa personale dopo un corso intensivo su youtube.

      1. Ciao caro ^_^ conta che il roof block fa parte comunque del “box system” nell’ Escrima Concepts, poi nel video lo vedi “macchinoso” perchè i ragazzi erano alla loro prima lezione e dovevo farglielo vedere il più semplificato possibile (anche a me la prima volta me lo hanno fatto fare stile scuola elementare he he he). E’ mia intenzione fare altri video con l’uso di tecniche più complesse, questo era solo il primo e mi serviva a livello promozionale diciamo. Poi chiaramente non mi metterò certo a fare disarmi “punta e clicca” difatti nel video ho voluto mettere solo stralci di difesa dagli attacchi di coltello con l’ausilio degli avambracci (senza usare le mani se ci fai caso, com’è giusto che sia). Sappi comunque che i concetti mi sono entrati a dovere (anche fisicamente visto che il mio maestro non ha la mano leggera) ma ripeto, sono versioni semplificate all’ osso, alla prima lezione non posso pretendere chissà cosa da loro poverelli ^_^ a settembre ricomincerò le lezioni e farò altri video, te li posterò qui così mi dirai cosa ne pensi, cia cia!

  2. Difatti non ho scritto nulla su altri aspetti, perché immaginavo aveste iniziato da poco. Dico solo che Latosa quei lavori col coltello non li ha mai fatti, soprattutto non fa roof su icepick. Più in generale è sempre sbagliato introdurre nei drill il coltello per sviluppare skill che non riguardano direttamente il coltello. Quello che scrivo puoi sempre ridurlo a mera opinione di uno sconosciuto su internet, e internet si sa è pieno di ninja da tastiera. Aspetto gli altri video, in ogni caso buon allenamento.

    1. I roof su icepick, anche se Latosa non li fa li ho comunque messi per completezza, visto che non è scritto da nessuna parte che tutti al mondo usino il coltello con la stessa impugnatura, e si quelle erano le basi della difesa/utilizzo del coltello. Il box system è difesa a 360° non riguarda solo il coltello o solo le mani nude, proprio per questo è efficace ^_^. Ultima cosa, ti dico di non preoccuparti, le mie risposte sono prive di orgoglio o astio, accetto sempre le critiche di buon grado sopratutto da qualcuno che non ha peli sulla lingua come te! è per questo che seguo il tuo blog he he he. Cambiando argomento è da un po’ di tempo che vorrei iniziare a studiare Tai Chi (stile Yang) perchè penso che come arte marziale sia molto sottovalutata (tranne che per gli ultra sessantenni) secondo te, estrapolandolo dei contenuti più “stilistici” ed andando direttamente alla fonte, con i concetti di tirare e spingere, seguendo sempre la spinta/energia dell’ aggressore ecc. ecc. Cosa ne pensi? mi sembra che ancora tu non l’abbia trattato nel blog, pensi che al giorno d’oggi con le MMA, e gli sport da combattimento in generale, sia possibile usarlo nella difesa personale? contando per l’appunto che il modo di combattere degli occidentali è sempre stato diverso da quello degli orientali ( e molte tecniche si sono sempre basate in risposta ad attacchi “alla orientale”).

      1. La mia esperienza nel Tai Chi si riduce a un amico che l’ha praticato con passione per qualche anno e che ha provato a insegnarmi un paio di Lu e a un “maestro” un po’ montato con cui ho incrociato le braccia e che non rende sicuramente giustizia alla categoria. Da ignorante perciò non posso dire se il Tai Chi è o non è adatto a difendersi, posso solo ricordare quello che vale per tutte le discipline: se al centro non c’è lo sparring, allora non serve a combattere. E non è così importante il modo di combattere degli occidentali piuttosto che degli orientali, perché un marzialista che si rispetti fa esperienza e si confronta anche con altre realtà.

      2. Nell’ultima parte intendevo dire che spesso vengono “demonizzate” le arti orientali come poco efficaci in confronto agli sport da combattimento (arti orientali occidentalizzate) per via dell’approccio più “stilistico” che le prime hanno. Sono d’accordo col fatto che bisogni fare esperienza e confrontarsi, lo faccio ogni volta che posso infatti ^_^ non come capita di sentire spesso con le varie scuse tipo :”se facessi sul serio dovrei usare tecniche mortali” -_- o il simil/sparring cioè stare sempre a distanza di sicurezza dandosi schiaffi sulle mani lol. Torno ad allenarmi, spero di vedere presto un altro dei tuoi articoli, magari uno sulle arti marziali interne/esterne e tutte le paranoie che si fanno quelli che ci si ghettizzano (non tutti ovviamente) ^_^ alla prossima!

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