Mese: luglio 2014

Il Mercato Marziale /3

Terza raccolta delle proposte marziali presenti su YouTube.

7 – Corsi di Scherma Medievale a Bari

Non mi intendo di scherma medievale, ma non credo che basti indossare una tunica e saper tirare quattro fendenti per insegnarla. Leggendo sul sito del “Maestro” in questione oltretutto si evince che non ha un attestato che lo abiliti all’insegnamento di tale disciplina. Chiaro, non vuol dire niente, però a occhio mi sembrano cose fatte un po’ per gioco.

 

8 – MMA Surge – Defending Against a Knife Attack

HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!! FANTASTICO!!

Già la scenetta di apertura strappa un sorriso, ma al minuto 1 arriva il meglio:

Chi ha un coltello ha una sola arma, io ho le mani, i gomiti, le ginocchia, i piedi..” – LOL

Un cialtrone di prima categoria che non si rende conto di quanto è pericoloso il video che ha pubblicato. Un ragazzino che si trovasse in una situazione di aggressione armata potrebbe decidere di tentare di applicare una delle tecniche viste nel video invece di usare il buon senso e fuggire. E qui mi passa la voglia di ridere.

Ho avuto anche lo stomaco per guardare altri suoi video, ci vuole coraggio per andare su youtube con del materiale del genere. Ho letto nei commenti un ironico “Quand’è che torni a fare MMA? Hai uno score di 9-12 da migliorare!” che ti fa capire perché ora si dedichi a video di questo tipo.

 

9 – Stick Fighting Part 2 Systema Russian Martial Art

Per la serie “perché allenarsi tanto se basta muoversi come un ubriaco”?

Migliaia di bastonate contro un copertone duro come la pietra, ore di sparring, tecniche ripetute alla nausea, calli alle mani… tutto tempo perso! Te lo dimostra il russo in mimetica e mocassini con l’aiuto del partner-pupazzo che lo asseconda in ogni movimento (tranne quando il grandmaster sbaglia e lo ciapa sulle pelotas – quello era autentico). Ed è pieno di gente che ci crede!

Va bene, sono solo esibizioni-drill-esercizi-passatempi, ma di cosa stiamo parlando? Cosa c’entra questo con lo stickfighting? Boooooh.

Tuono

I was caught

In the middle of a railroad track

I looked round And I knew there was no turning back

La fiamma si è accesa pochi anni fa, quasi per caso. Prima era solo una scazzottata, una rissa tra due animali che a forza di sbracciare a volte finivano al tappeto. Jab, cross, hook e uppercut, dove sta la difficoltà? La gente paga per vedere ‘sta roba?

My mind raced

And I thought what could I do 

And I knew There was no help, no help from you

Poi un giorno il corso di Arti Marziali che frequentavo morì e rimasi senza niente da fare. Nella stanza accanto si prendevano a pugni, e qualche volta anche a calci. Provare non mi costava niente e i ragazzi ormai li conoscevo tutti. Vabbè, buttiamoci…

Sound of the drums

Beatin’ in my heart

The thunder of guns

Tore me apart

You’ve been – thunderstruck!

Fu un colpo di fulmine, rimasi sbalordito. Tutti i video che avevo guardato prima, tutti i match e tutti i campioni che avevo sentito nominare divennero cose dell’altro mondo. Eroi epici coperti di sangue e sudore che riuscivano in quello che io nemmeno potevo immaginare. Li conservo ancora i miei primi guantoni. I pugili, quelli veri, storceranno il naso a leggere che non sono nemmeno messi tanto male, è che dovetti comprare un paio di guantoni nuovi perché quelli da 10 once non andavano bene per tirare. Poi un bel momento tornai a fare il mio, il pugilato divenne l’appuntamento per fare sparring un paio di volte la settimana, come l’amante che incontri occasionalmente solo per farci l’amore.

Tra i miei miti della boxe, e vi assicuro che ce ne sono tanti, ce ne sta uno che ha il posto d’onore. Uno che ogni volta che lo vedo, anche se in un match già visto un milione di volte, mi fa battere il cuore. Ogni volta scopro un dettaglio nuovo che mi smuove qualcosa che non so spiegare. Chi se ne intende sa già a chi mi riferisco, lo ha già capito dalle prime due righe. Lo dico tranquillamente che non è tra i più bravi di sempre, e credo che nessuno si straccerà le vesti nel leggerlo. Ma quando lo vedo combattere sudo insieme a lui, soffro insieme a lui, urlo, mi agito e mi emoziono. Non perché è italiano come me. Non perché è umano come me. Non perché commette errori e questo lo avvicina a me.

Perché ci ha sempre messo l’anima. Perché quando ha combattuto, chiunque abbia affrontato, non si è mai tirato indietro e si è sempre speso al massimo.  Perché è uno che non ha mai girato la testa. Perché sul quadrato è come vorrei essere io: forte, coraggioso, intelligente, pericoloso.

L’11 luglio di cinque anni fa Thunder si è dovuto arrendere, colpito nell’unico modo che un pugile non si aspetta: alle spalle. Io non lo conoscevo ancora, muovevo i primi passi su un sentiero che mi avrebbe portato ad amare la sua arte, ad amare il nostro sport, ad amare lui e tutti quegli uomini e quelle donne che fanno grande il pugilato.

Grazie Arturo, quello che hai fatto ti ha reso immortale.

gatti