Il balisong

Questo articolo è stato originariamente scritto e pubblicato per gli amici di escrima.it ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il balisong (conosciuto anche come butterfly knife – coltello a farfalla) è il coltello caratteristico della provincia di Batangas, posta nella parte sud-ovest di Luzon.

balisong

Il nome balisong è una parola di origine tagalog composta da baling e sungay, letteralmente corno rotto, in quanto proprio il corno di carabao veniva usato per fabbricarli. Balisong è anche il nome di un barangay della città di Taal, famosa per la produzione di questi coltelli.

Sembra accertato che il primo balisong moderno realizzato nelle Filippine fu prodotto da Perfecto de Leon che lo fabbricò nel 1905, a seguito di una diminuzione della domanda di più umili coltelli itak o bolo. Il prodotto ebbe successo e nel giro di breve tempo si diffuse come arma personale nei barangay vicini.

La particolarità del coltello sta nell’impugnatura che aprendosi longitudinalmente permette di scoprire la lama, quasi sempre monofilare. L’apertura è realizzata in modo che possa essere eseguita con una mano sola, e con un po’ di esercizio è possibile farlo in maniera decisamente rapida.

Il termine con cui ci si riferisce comunemente al balisong in occidente è coltello a farfalla, nome ambiguo se si considera che con “coltelli a farfalla” si indicano anche i Wu Dip Dao tradizionali del Wing Chun, estremamente diversi da quelli filippini.

Wu dip dao (crediti: Arteguerreras)

Wu dip dao (crediti: Arteguerreras)


Il balisong viene importato in occidente verso la fine della II Guerra Mondiale ad opera dei soldati operanti nell’arcipelago filippino e conosce la ribalta nei media soprattutto grazie all’attività divulgativa di artisti marziali come Jeff Imada, autore di due famosi manuali sul balisong e stuntman in numerosi film di azione hollywoodiani.

balisong_film

Curiosità

Benchè sia ormai opinione largamente condivisa che il balisong sia un coltello nato nelle Filippine, in realtà è di origine franco-genovese. Era infatti un coltello impiegato dagli artiglieri navali almeno dal ‘700. Sul manico erano presenti diverse tacche, utili per aggiustare l’alzo dei cannoni mentre la sua punta veniva usata per preparare l’accensione e per svolgere altre operazioni di routine. Il design del coltello, pensato per essere aperto ed utilizzato con una sola mano, si prestava particolarmente ad essere impiegato in servizio sulle navi. Un esemplare di questo coltello, datato 1791, è esposto al Musée de la Coutellerie a Thiers in Francia.

Balisong noto come Pied-Du-Roy (Crediti: Guillaume Morel)

Balisong noto come Pied-Du-Roy (Crediti: Guillaume Morel)

Nelle Filippine il balisong è conosciuto anche come Bente Nueve, dallo spagnolo veinte y nueve (venti e nove). Sembra che il primo coltello giunto nell’arcipelago da occidente, donato da un marinaio ad un indigeno, riportasse sul manico 29 tacche. Secondo alcuni, queste tacche avrebbero rappresentato il numero di nemici uccisi dal suo proprietario. Molto più facilmente invece queste sarebbero potute essere parte della scala graduata incisa sull’impugnatura del coltello, che in questo caso avrebbe misurato appunto  29 centimetri*.

* Rileggendo la parte finale mi sono accorto di aver fatto riferimento ad una unità di misura specifica, il metro, senza però essere sicuro che fosse quella. Benché il metro fosse definito già dal 1791 e adottato dalla Francia nel 1795, non vi sono certezze sulla nazionalità del marinaio in questione nè tantomeno sull’anno in cui questi avrebbe fatto dono del suo coltello.

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2 comments

    1. Ero piuttosto scettico anch’io, poi dopo una breve ricerca ho trovato il “Pied-Du-Roy” a Thiers che è un’importante evidenza.

      Questa non vuole essere una critica, ma i filippini sono molto bravi a “far loro” tradizioni ereditate da altri, e questa ne è l’ennesima conferma. Facendo una battuta qualche anno fa, un mio amico che si recava spesso nell’arcipelago mi disse “se tu gli insegnassi il BJJ e tornassi 10 anni più tardi per vedere a che punto sono, li troveresti a praticare le stesse cose che gli hai insegnato chiamandole però Dumog filippino”.

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