Nello zaino dello stickfighter

Lo stickfighting è uno sport atipico. Ti alzi presto, raccogli le tue cose, prendi la macchina e parti verso un raduno. Non c’è gloria o riconoscimento ad aspettarti, le tue sole medaglie saranno lividi e contusioni che, quando va bene, ti terranno compagnia per una settimana. Quando torni a casa non hai vinto e non hai perso, sai solo qualcosa in più su te stesso.

Nonostante la natura violenta di questo sport non viene mai a mancare l’elemento che fa in modo di non sfociare mai in una comune rissa: il rispetto. Rispetto per l’avversario e rispetto delle regole che, anche se stabilite di comune accordo prima del combattimento, includono sempre quelle dettate dal buon senso.

L’approccio a questo sport è estremamente soggettivo ed esperienziale, nel senso che ciascuno ha il suo modo di combattere e per questo ognuno sceglie l’attrezzatura che più lo fa sentire a suo agio. Stabilire quindi quale sia un setup ottimale non è impresa facile, posso solo parlarvi del mio, quindi: cosa c’è nel mio zaino?

stickmask

Il bastone.

L’analisi inizia dall’attrezzo più importante di tutti. Utilizzo due manau lunghi ciascuno 80 cm e dal diametro di circa 2,5 cm per un peso compreso tra i 350-400 g. Ad una estremità ho avvolto il nastro usato per rivestire le impugnature delle racchette da tennis, questo rende i bastoni più confortevoli da maneggiare e assicura una presa più salda. Inizialmente l’avevo provato nudo, poi con del semplice nastro isolante, poi avvolgendo prima uno spago ricoperto sempre dal nastro isolante ma niente mi soddisfaceva come il nastro da tennis.

Utilizzo anche un rattan più corto e più leggero, lungo circa 65 cm e con un diametro tra i 2 e i 2,5 cm. Scelgo di usare questo se so che chi ho davanti non ha molta esperienza oppure se decido di impormi una sorta di handicap per quel combattimento.

Ho molta cura dei bastoni da combattimento, che al di fuori dei match uso esclusivamente per fare del “vuoto” (sayaw) e mai per colpire in palestra.

La maschera.

Utilizzo una maschera da maestro di scherma di marca Leon Paul da 1600 N. Sarebbe andata bene anche una da 350 N e avrei speso la metà dei soldi, ma poi non me l’avrebbero accettata nelle gare di scherma di coltello. La differenza sostanziale tra le due è il grado di protezione garantito dalla gorgiera, che nel caso di quella da 1600 N è più spessa e rigida. La grata metallica è invece assolutamente identica (stando a quello che so io, ma non prendetelo per Vangelo) perciò per lo stickfight sono equivalenti. Entrambe proteggono degnamente da fendenti e puntate dirette all’altezza del volto e in direzione delle tempie, ed entrambe offrono protezione quasi nulla per capo, nuca, clavicole e gola.

Tempo addietro utilizzavo il classico caschetto da Kali Escrima, quello con la grata metallica a maglie larghe per intenderci. Questo garantisce una migliore protezione dai fendenti quasi in tutta la testa, ma alcuni modelli permettono al bastone di entrare di punta. Altri non lo permettono montando una grata a maglie più strette, aggiungendo però notevole peso alla struttura. In palestra li utilizzo e li faccio utilizzare comunemente per sparring, con un occhio di riguardo per quando si finisce in dumog, soprattutto a terra. A differenza delle maschere da scherma, che sono più facili da sfilare completamente all’occorrenza, queste hanno l’abitudine di spostarsi dalla testa, facendo venire pericolosamente a contatto con naso e denti la grata metallica. Inoltre queste maschere sono assolutamente sconsigliate per l’uso col coltello.

I guanti.

Attualmente utilizzo guanti da lacrosse dopo aver utilizzato per anni dei guanti da hockey entry-level simili a quelli che si possono comunemente trovare da decathlon. La differenza tra i due modelli è che indubbiamente i guanti da hockey offrono maggiore protezione, soprattutto a livello del pollice, rinunciando però a un migliore maneggevolezza. Anche qui la scelta l’ho fatta verso un setup che mi permettesse di usare in maniera decente sia il bastone che il coltello.

Ho visto gente che come guanto utilizzava quelli che mi sono sembrati essere dei semplici guanti da portiere di calcio, che offrono l’unico vantaggio di una presa ben salda sul bastone. Questo dipende molto dal livello di pratica che si ha e soprattutto dal livello di incoscienza. In questo senso i guanti da lacrosse mi sono sembrati un ottimo compromesso: la bastonata se arriva fa male lo stesso, ma le ossa sono più protette.

La conchiglia.

Comunemente detto “paraballe”. Chiamatemi scemo. Per le ragazze il paraseno rigido è fortemente consigliato!

Accessori.

Su questi non c’è molto da dire, sono scelte personali dettate dall’esperienza e niente più. A differenza dell’attrezzatura che ho elencato prima, di questi potete anche farne a meno. In realtà ho visto anche fare a meno dei guanti, ma chi sono io per giudicare? Fanno parte di questa categoria il paradenti, senza cui non mi sentirei a mio agio. Consigliati sono anche un paio di buste di ghiaccio istantaneo e magari uno spray refrigerante.

Due parole in più le spenderei su ginocchiere e gomitiere, entrambe rigorosamente morbide e piuttosto leggere. Personalmente trovo che indossare modelli rigidi tipo quelli per il rollerblade sia una mancanza di rispetto nei confronti dell’avversario. Comunque non le indosso sempre, dipende dal tipo di terreno su cui mi ritrovo a combattere.

Least but not last il personalissimo anting-anting, senza cui ogni escrimador sarebbe perduto!

Questo quindi è il mio setup. Nel mio modo di intendere lo stickfighting le protezioni devono servire non tanto per sentirsi al sicuro ma piuttosto a fare in modo di non pagare un prezzo eccessivo per un errore mio o del mio avversario. In un combattimento bisogna mettere in conto che possa succedere di tutto, perciò è bene indossare una maschera che mi ripari gli occhi e una conchiglia per i genitali. Per tutto il resto mi affido principalmente al bastone che ho in mano e alla mia esperienza che lo muove, tenendo sempre presente quello che dicono nelle Filippine: per essere degli escrimadores ci vogliono la testa, il cuore e i coglioni. Bisogna sempre mettere in conto di essere colpiti, è juego todo.

Per divertirsi al sicuro e senza farsi male ci sono sempre le corazzette, i tornei e il dildo fighting.

Salamat.

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