Il kukri

Questo articolo è stato precedentemente redatto per gli amici di escrima.it

Il kukri (o khukuri in lingua nepalese) è un coltello di grandi dimensioni, che possono variare dai 30 ai 60 cm di lunghezza, ha origini nepalesi ed è sempre stato usato, ieri quanto oggi, come strumento di lavoro.

Un tempo costruiti con materiali ferrosi recuperati, oggi sono forgiati in acciaio o lavorati dall’alluminio e presentano una lama monofilare posta sul lato concavo. Lo spessore è di 5-6 mm e la sua larghezza può variare dai 5 ai 12 cm; l’impugnatura è tradizionalmente realizzata in legno o avorio, per quelli di più recente produzione invece è in metallo o in materiale sintetico. La lama ricurva e il baricentro spostato piuttosto in avanti fanno in modo che l’arma causi lacerazioni molto importanti; un colpo ben assestato può arrivare a recidere facilmente un arto.

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copyright: traditionalfilipinoweapons.com

La storia di quest’arma ha avuto inizio con i Macedoni, popolo guidato da Alessandro Magno che grazie alle sue vittorie in Asia diffuse quest’arma in oriente, anche se in Uzbekistan pare siano state trovate armi simili prodotte già nell’Età del Bronzo.
Il più antico esemplare intatto rinvenuto di quest’arma lo si può osservare nel museo di armi a Katmandu. L’arma è appartenuta al Raja Drabya Shah, Re dei Gurkha, e per questo viene anche chiamata “Arma dei Gurkha”.

I primi occidentali a imbattersi in quest’arma furono i britannici, quando tra il 1814 e il 1816 invasero militarmente il Nepal. E proprio i sudditi di Sua Maestà decisero, dopo aver avuto riprova sul campo della sua efficacia, di istituire nei suoi Commonwealth dei battaglioni armati di kukri: fu così che in Nepal nacque la Brigata Gurkha.

Il Kukri divenne anche l’arma data in dotazione ad alcuni reparti indiani e canadesi nella Seconda Guerra Mondiale, mentre  in anni più recenti si hanno notizie di kukri usati nella guerra delle Malvinas (Falklands per gli Inglesi).

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soldati gurkha con i loro kukri cerimoniali

Tutt’oggi il kukri viene dato in dotazione alla polizia nepalese e filippina come normale dotazione di servizio ed è molto usato nelle produzioni cinematografiche e televisive, come per esempio il film Resident Evil o lo sceneggiato Sandokan, in quanto arma dal fascino esotico e dall’aspetto indubbiamente letale.

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Milla Jovovich sul set di Resident Evil impugna due kukri

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3 comments

  1. Buonasera martial, articolo molto interessante. A tal proposito ritengo quest’arma in dotazione ai Gurkha, parecchio più distruttiva rispetto ad un normale machete, mi sbaglio forse? Gradirei la sua opinione. La ringrazio e la saluto.

    Mario.

    1. Buongiorno Mario, lo strumento si evolve probabilmente da un falcetto, la sua forma ricorda molto da vicino quella di alcuni panabas che appunto hanno quella funzione su scala più grande. La sua conformazione permette una gestione dell’arma migliore nella corta distanza, essendo fortemente sbilanciate in avanti è possibile generare maggiore potenza con minore leva, di contro l’affaticamento a carico del polso è maggiore rispetto a quello che si può avere con un machete di pari dimensioni. Stiamo sempre parlando di strumenti che possono provocare gravissimi danni anche in mani “ignoranti” per cui penso che alla fine si cada su una questione di gusti personali. Personalmente sono più affezionato al classico machete.

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