Running Amok

***DISCLAIMER***
Con il presente articolo non intendo proporre un’analisi socio-politica su ISIS ne sull’opportunità di armare la popolazione. Nemmeno aspettatevi di trovare consigli su quali tecniche impiegare in una situazione del genere: sarebbe come riflettere sullo stile di nuoto che meglio si adatta all’Atlantico mentre il Titanic inizia ad affondare.

london bridge

Le recenti tragedie hanno insegnato una cosa orribile ai cittadini europei: per fare terrorismo non servono necessariamente aeroplani, autobombe, piani complessi. Bastano un furgone, un paio di coltelli e chiaramente alcuni pazzi.

Come quelli che nell’Escrima chiamiamo “huramentado“, termine che deriva dallo spagnolo “juramentado” coniato nel 1876 dal Governatore Generale delle Filippine José Malcampo per indicare gli individui di etnia Moro provenienti da Mindanao che si rendevano protagonisti di attentati suicidi all’arma bianca.

Suicidi, si. Perché questi attentatori, come quelli di allora, non agiscono con un obiettivo preciso. Drammaticamente intendono andare avanti a ferire innocenti finché qualcuno non li abbatte.

E’ necessario prepararsi a questo scenario, gli attacchi si fanno sempre più frequenti ed è legittimo pensare che il trend prosegua in questo modo. E’ probabile che le nostre abitudini cambieranno e che qualche decreto di sicurezza verrà pensato, intanto è bene prepararsi. E allora cosa fare?

In casi come questi è importante ricordarsi che, di fronte ad una minaccia di coltello, le linee guida da tenere sono sempre:

1 – Scappa! Nascondersi sotto un tavolo o sdraiarsi per terra in questi casi non sono soluzioni consigliate.

2 – Tira oggetti. Un bicchiere, un posacenere, una cassetta di legno (come è successo a questo fornaio romeno a Londra) possono far guadagnare tempo e permetterti di fuggire.

3 – Armati di oggetti rinvenuti sul posto e usali a tuo vantaggio. Una sedia, uno zaino, un tavolino, l’ombrellone fuori da un locale sono tutti oggetti che possono essere usati per creare spazio tra te e l’aggressore, oppure per combattere.

4 – Combatti per uccidere. Non cercare disarmi da arti marziali o forme di immobilizzazione, devi abbattere l’aggressore e guadagnare la fuga.

Annunci

2 comments

  1. Buonasera è un vero piacere rileggerla. Venendo ai punti elencati nel suo articolo e precisamente all’ultimo: “combattere per uccidere” mi ha fatto venire in mente uno sparring di coltello fatto con una collega qualche sera fa, durante il quale, lei cercava sempre di colpirmi al braccio, quando ad un tratto il maestro sbottò dicendole: ma perché colpisci il suo braccio quando hai a tiro la sua gola e suoi occhi? Nella realtà se pensi solo a ferire sarai tu a sanguinare e ad essere uccisa. Purtroppo è la realtà cruda del combattimento con il coltello.
    Marziali saluti!
    Mario.

    1. Buongiorno Mario. Proprio così, distinguere tra duello e sopravvivenza è fondamentale se si vuole fare un buon lavoro in ottica di difesa personale. Anche in molte delle FMA del giorno d’oggi ci sono eccessi di lavori su tagli degli arti eseguiti ad una distanza che non ha senso. Si lavora con ambiguità su attributi certamente utili che però con un mindset sbagliato fanno diventano quasi insignificanti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...